Mercato Playled Canosa: ecco i colpi Tatonetti e Di Risio

Dopo la rescissione con Leone e Frontino, la Playled Canosa necessitava di qualche acquisto per completare il roster. La società ha deciso di investire pesantemente con due acquisti di livello, intervistati dall’ufficio stampa.

Il primo è Simone Tatonetti, portiere classe 92, ex Pescara e Salinis. Parla per lui un palmares che conta anche uno Scudetto, vinto con gli abruzzesi nella stagione 2014/15.

Ciao Simone, raccontaci le tue esperienze precedenti a questa nuova avventura.

Ciao! Tutto è partito da Pescara, la mia città, dove ho fatto tutto il settore giovanile, tra Pescara e Acqua&Sapone. Nell stagione 2014 / 15 ho vinto uno scudetto sempre a Pescara per poi cominciare il mio giro di esperienze per l’Italia, al Carrè Chiuppano, Napoli, Catanzaro, Montesilvano, Roma. Di squadre ne ho girate. E ora sono arrivato qui. A primo impatto, ciò che mi è piaciuto con i dirigenti e le persone che mi hanno contattato è stato il progetto. Sarò sincero, non ho accettato subito, ho valutato un po’ di proposte e alla fine ho accettato di sposare questo progetto bello che mi era stato proposto.

Quale ritieni sia stato il momento finora più bello della tua carriera?

Dire la vittoria dello Scudetto sarebbe troppo facile, anche perché quell’anno non ero titolare ma ho fatto comunque un buon numero di presenze. Per questo scelgo un momento più recente, cioè la stagione scorsa, alla Salinis, dove mi sono ritrovato in una squadra con pochi giocatori e tanti ragazzini a salvarmi in un campionato di A2, che non è affatto semplice. Senza l’esperienza giusta, specie nel mio ruolo, diventa più facile danneggiare la squadra che aiutarla.

Quali obiettivi ti poni per questa stagione?

Il mio obiettivo è anche quello di tutta la squadra, cioè vincere il campionato. Perché se per salire bisognerà passare dai Playoff sarà tutto più difficile, perché soprattutto in Serie B non sono semplici, nonostante abbiamo una grande squadra per poterli eventualmente affrontare.

Il secondo colpo è Giuseppe “Peppino” Di Risio, laterale classe 95, proveniente dal Cefalù. Per lui una Coppa Italia Under 21 e tante presenze in Serie A2 a Montesilvano e Ortona.

Ciao Peppino! Tu sei più giovane di Simone, parlaci di te.

Ciao. Io ho iniziato del mio paesino, in C2. Poi mi sono trasferito al Montesilvano e abbiamo vinto il campionato di A2, salendo in Serie A. In quella occasione iniziai a giocare da Dicembre in poi, quando cambiò l’allenatore e arrivò mister Ricci, che ritengo una figura molto importante nella mia carriera. Anche l’anno dopo, in A, sono stato riconfermato e ho giocato tanto, abbiamo disputato le Final 8 di Coppa Italia e i quarti di finale Scudetto. Da lì sono andato a Pescara, iniziando con l’Under e proseguendo poi con la prima squadra. Con l’Under ho vinto la Coppa Italia e siamo arrivati fino ai quarti di finale scudetto. In seguito sono andato per mezza stagione a Roma, ma per delle problematiche personali sono dovuto tornare a casa e per non stare fermo ho militato in C1. L’anno dopo mister Ricci mi ha chiamato all’Ortona in A2 e siamo arrivati alla semifinale Playoff. Quest’anno ho iniziato a Cefalù ma per vari problemi ho lasciato e ora eccomi qui.

Anche per te, qual è stato il momento più bello in carriera finora?

Ne ho due: l’anno di Pescara quando ho vinto la Coppa Italia da protagonista con l’Under e il campionato di A2 dell’anno scorso, perché arrivavo da una C1 e mister Ricci mi ha fatto giocare tanto.

Quali impressioni ti sei fatto del nuovo allenatore e dei nuovi compagni?

Sembra una frase fatta, ma mi sono trovato subito bene. Prima del mio arrivo parlavo già con Nahue (Rago, ndr) e con il capitano, che per una settimana mi ha scritto, parlandomi del progetto e di come si sta qui. È il primo anno di Serie B, ma più della categoria, il mio interesse era stare bene dopo gli ultimi mesi, per questo ringrazio anche la Lateral Management Company, che mi e stata vicino e mi ha aiutato affinché tutto andasse in porto. Con il mister ho parlato in questi giorni e mi trovo veramente bene, non posso assolutamente lamentarmi.

Ufficio stampa – Emanuele Palumbo



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